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Dott.ri Melissari & Calafiore

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                 UNA GROSSA NOVITA' E' IN ARRRIVO
         Il primo vaccino in Europa contro la leishmaniosi canina.

CaniLeish®, il primo vaccino in Europa contro la leishmaniosi canina, è il risultato di una ricerca all'avanguardia e di 20 anni di collaborazione tra ricercatori ad alto livello.

CaniLeish® rappresenta un'importante opportunità per la salute del cane e per la pratica veterinaria e sarà presentato in Italia ai Veterinari il giorno 1 aprile 2012 sara' in commercio da giorno 2 aprile

Che cos’è CaniLeish?
CaniLeish è un vaccino disponibile sotto forma di polvere liofilizzata e solvente da mescolare per ottenere una sospensione iniettabile. CaniLeish contiene proteine escrete secrete (ESP) di Leishmania infantum.

Per che cosa si usa CaniLeish?

CaniLeish è usato per vaccinare i cani a partire da sei mesi di età per ridurre il rischio di sviluppare un’infezione attiva e la malattia clinica derivanti dal contatto con Leishmania infantum.
Leishmania infantum è un parassita che provoca la Leishmaniosi, una malattia diffusa nei paesi mediterranei. Il parassita si trasmette da un cane infetto a un cane non infetto attraverso le punture di flebotomo (un tipo di moscerini). Non tutti i cani infettati mostrano segni d’infezione; tuttavia, ove ciò si verifichi (ossia in presenza di febbre, perdita di pelo e di peso, infiammazioni cutanee), l'infezione attiva può essere mortale. I cani infetti svolgono un ruolo determinante nella trasmissione accidentale del parassita agli esseri umani.
CaniLeish è indicato solo nei cani “negativi alla Leishmaniosi”. Prima della vaccinazione è consigliata la ricerca di infezione da Leishmania mediante un test rapido di diagnosi sierologica.
Il vaccino è somministrato ai cani con tre iniezioni sottocutanee; tra un’iniezione e l’altra deve intercorrere un intervallo di tre settimane. La prima iniezione può essere somministrata a partire da sei
mesi di età, la seconda iniezione deve essere somministrata dopo tre settimane e la terza iniezione dopo tre settimane dalla seconda. Dopo di che una singola dose di richiamo dovrà essere somministrata ogni anno per mantenere gli effetti del vaccino. I medici veterinari devono effettuare una valutazione rischio/beneficio prima di vaccinare i cani nelle zone dove la pressione parassitaria è bassa o nulla.

Come agisce CaniLeish?
CaniLeish è un vaccino. I vaccini agiscono “insegnando” al sistema immunitario (il naturale sistema di difese dell’organismo) a difendersi da una malattia. Quando i cani ricevono CaniLeish, il loro sistema immunitario riconosce le proteine come “estranee” e produce anticorpi per contrastarle. In futuro, se il loro organismo sarà esposto al parassita Leishmania infantum il sistema immunitario sarà in grado di reagire più rapidamente. Ciò contribuirà a proteggerli dalla malattia.
CaniLeish contiene un “adiuvante” (ossia una frazione altamente purificata di Quillaja saponaria) per accrescere la risposta immunitaria.

Quali studi sono stati effettuati su CaniLeish?
La sicurezza del vaccino è stata osservata nel corso di due studi principali di sicurezza condotti in laboratorio su cani che risultavano negativi alla Leishmaniosi (sovradosaggio e somministrazione singola e ripetuta) oltre che in uno studio sul campo. Il vaccino era generalmente ben tollerato, come si può evincere dall’assenza di reazioni sistemiche importanti.
L’efficacia del vaccino è stata esaminata in uno studio principale sul campo, durato due anni, che ha interessato sia cani vaccinati sia cani di controllo sottoposti a un’esposizione naturale all’infezione nelle zone in cui sussiste un rischio elevato di contrarla. È stata inoltre presentata una serie di prove di laboratorio in cui i cani erano stati sottoposti a infezione sperimentale.

Quali benefici ha mostrato CaniLeish nel corso degli studi?
Gli studi hanno evidenziato che il vaccino è sicuro sia per i cani negativi alla Leishmaniosi sia per quelli infetti. L’effetto benefico della vaccinazione è stato esaminato in zone con elevato rischio di infezione, dove è stata osservata una diminuzione del rischio di sviluppare un’infezione attiva e una malattia sintomatica in seguito al contatto con il parassita nei cani negativi alla Leishmaniosi. Il numero di cani che hanno sviluppato un’infezione attiva e una malattia sintomatica era notevolmente ridotto nel gruppo sottoposto alla vaccinazione.
Nei cani già infetti la vaccinazione non può essere raccomandata, non essendo stata indagata la sua efficacia in queste condizioni. Nei cani che avevano sviluppato la Leishmaniosi (infezione attiva o malattia) nonostante la vaccinazione, continuare con la somministrazione del vaccino non ha mostrato alcun beneficio.
Il rischio di un’infezione causata dal vaccino può essere escluso poiché quest’ultimo non contiene parassiti.
Quali sono i rischi associati a CaniLeish?
Dopo l’iniezione possono verificarsi moderate e transitorie reazioni locali, quali gonfiore, noduli (indurimento), dolore alla palpazione o eritema (arrossamento). Queste reazioni si risolvono spontaneamente entro 2-15 giorni. Si possono osservare altri segni transitori a seguito della
vaccinazione come ipertermia (aumento della temperatura corporea), apatia (mancanza di vitalità) e disturbi digestivi della durata di 1-6 giorni. Reazioni di tipo allergico sono rare e in tali casi deve essere somministrato un adeguato trattamento sintomatico.
Dopo la vaccinazione possono comparire anticorpi transitori contro la Leishmania rilevati dal test di immunofluorescenza anticorpale (IFAT), ma non riflettono un’infezione attiva.
Quali sono le precauzioni che deve prendere la persona che somministra il medicinale o entra in contatto con l'animale?
In caso di autoiniezione accidentale, rivolgersi immediatamente a un medico.


       
Per informazioni e prenotazione del vaccino contattate l'ambulatorio

  .

Siamo lieti di comunicare che l'ambulatorio si è attrezzato di un nuovo analizzatore ematologico di ultima generazione permettendoci di essere piu' precisi ,veloci ed economici . 

• Globuli rossi (RBC) - cellule del sangue che trasportano l'ossigeno fino alle cellule dei tessuti e riportano ai polmoni parte dell'anidride carbonica prodotta.
• Globuli bianchi (WBC) - cellule del sangue (note anche come leucociti) che difendono l'organismo da attacchi esterni. Si suddividono in granulociti, linfociti e monociti. I granulociti si suddividono a loro volta in neutrofili (che attaccano i batteri), eosinofili (attivi contro le allergie e le infezioni causate da parassiti) e basofili (che agiscono come filtri fra intestino e altri organi). Consentono di valutare se qualche infezione è in corso nell’organismo.
• Ematocrito (Hct) – indica la percentuale di globuli rossi, piastrine e globuli bianchi presenti nel sangue.
• Emoglobina (Hgb) – è la proteina che trasporta l'ossigeno ed è presente nei globuli rossi.
• Volume corpuscolare medio (MCV) - Indica la grandezza dei globuli rossi e consente di diagnosticare delle anemie.
• Contenuto emoglobinico corpuscolare medio (MCH) - misura la quantità di emoglobina contenuta in media in un globulo rosso.
• Concentrazione emoglobinica corpuscolare media (MCHC) - Indica se i globuli rossi a seconda della loro grandezza contengono poca o molta emoglobina.
• Piastrine (PLT o trombociti) – questi corpi del sangue senza nucleo sono fondamentali nel processo di coagulazione.
ALTRI IMPORTANTI ESAMI DEL SANGUE
Per il fegato
• Transaminasi: la misurazione di questi enzimi che si trovano soprattutto nelle cellule del fegato permette di valutare il corretto funzionamento del fegato, ma possono anche riflettere lo stato di salute del cuore e dell’apparato scheletrico. Negli esami di routine si misurano: la trasaminasi ALT (o GPT), che riguarda soprattutto il fegato, e la transaminasi AST (o GOT), che riguarda invece il cuore e lo scheletro.
• Gamma Gt: misura la concentrazione di GGT (enzima che si trova soprattutto nel fegato), o gamma glutamil transpeptidasi, nel sangue. GGT è un o e che di norma è presente nel sangue a livelli molto bassi. In caso di di un danno epatico, però, la quota di GGT nel sangue aumenta. In particolare, GGT è considerato l’enzima epatico più sensibile per rilevare problemi a carico dei dotti biliari (i canali che consentono il passaggio della bile dal fegato all’intestino, dove contribuisce alla digestione dei grassi)

PER IL RENE
• Creatinemia: misura la concentrazione della creatinina nel sangue. Questa sostanza di scarto viene filtrata dai reni ed eliminata dal corpo attraverso le urine. Consente di valutare la funzionalità renale.
• Azotemia (Urea): valuta la concentrazione di azoto non proteico (urea) nel sangue. Questo composto di scarto è prodotto dal fegato e rilasciato nel sangue. Viene poi essere filtrato dai reni ed eliminato con le urine. Valori diversi da quelli di riferimento segnalano un’imperfetta depurazione del sangue da parte dei reni.





  Prevenzione per pulci zecche e flebotom
i

  E' necessario effttuare  la prevenzione contro questi parassiti ematofagi cutanei . Le motivazioni sono molteplici: in primo luogo evitiamo la possibile insorgenza di tali infestazioni fastidiose per le morsicature, le dermatiti e le allergie conseguenti, in secondo evitiamo che tali insetti possano trasmettere al nostro animale malattie ben più gravi come la Haemobartonellosi o la FIV (immunodeficienza virale) nel gatto, Leishmaniosi Erlichiosi  Babasiosi o la Ricketsiosi nel cane.

 

E' bene ricordare che le zecche ed i flebotomi  esplicano la loro attività solo nel periodo caldo (primavera - estate - autunno) mentre le pulci sono attive tutto l'anno.

 La leishmaniosi è una malattia infettiva (parassitaria) a carattere zoonosico , ad andamento generalmente cronico, causata da protozoi del genere Leishmania. L’infezione colpisce prevalentemente i mammiferi (uomo, canidi e roditori), se vuoi saperne di più: http://www.leishmania.it/   


File Allegati
 analizzatore emocromo
 Analizzatore Biochimico
 
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