Ambulatorio Veterinario Associato

Dott.ri Melissari & Calafiore

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INFORMAZIONI ANAGRAFE CANINA

 L'anagrafe canina permette di  registrare e monitorare i dati anagrafici e sanitari degli animali attarverso  l'introduzione sottocutanea di  un minuscolo microchip di forma cilindrica di 11 millimetri di lunghezza e 2 millimetri di diametro, rivestito di materiale biocompatibile, che viene iniettato sotto la cute dell'animale dietro l'orecchio sinistro con una speciale siringa sterile monouso, al suo interno contiene un codice numerico che identifica inequivocabilmente l'animale.

 ISCRIZIONE

  •  tutti i cuccioli devono essere iscritti entro il 60° giorno di vita.
  •  se si entra in possesso di un soggetto di età superiore, il microchip e l'iscrizione devono essere eseguite entro 30 giorni dal possesso.

VARIAZIONI ANAGRAFICHE
I proprietari o detentori hanno l'obbligo di denunciare al Servizio Veterinario dell'ASL competente territorialmente:

  • La scomparsa dell'animale entro e non oltre il 3° giorno dallo smarrimento
  • Il decesso dell'animale entro 15 giorni con certificato medico veterinario o con autocertificazione
  • La cessione ad altro proprietario entro 15 giorni.
  • Il cambio di residenza e di telefono entro 15 giorni.

VACCINAZIONE ANTIRABBICA

  • In caso di espatrio nei Paesi della Comunità Europea è obbligatoria la vaccinazione antirabbica da eseguirsi almeno 20 giorni prima della partenza.
  • L'ASL competente per territorio rilascia inoltre il PASSAPORTO EUROPEO sul quale viene riportata la vaccinazione stessa.
IN VIAGGIO CON I NOSTRI AMICI

Viaggiare con il proprio animale domestico significa condividere con lui nuove esperienze e nuovi mondi, ma prima di partire è necessario informarsi sui primi passi da compiere: a seconda della destinazione infatti sono richiesti dei requisiti imprescindibili, ad esempio l'avvenuta vaccinazione verso alcune malattie, in certi casi il titolo anticorpale, in altri ancora un periodo di quarantena. informarsi è necessario per evitare spiacevoli sorprese.

Per le informazioni necessarie è oggi disponibile una pagina web del Ministero della salute, interamente dedicata all'argomento e costantemente aggiornata, di cui riportiamo il link:

http://www.salute.gov.it/caniGatti/paginaMenuCani.jsp?menu=viaggiare&lingua=italiano

Quattro semplici passi per pulire i denti del vostro cane

 

La pulizia dei denti del cane deve iniziare progressivamente, cercando di farla diventare un’esperienza gradita.

Alcune accortezze:

Dentifricio per cani ( non utilizzare un dentifricio per l’uomo

Mani pulite e unghie corte ( per la sicurezza del cane )

Uno spazzolino da denti per cani ( setole morbide o medie )

Acqua

Una zona tranquilla, senza distrazioni

Tanta pazienza

Ognuna delle prossime fasi descritte deve durare 5 min. ed essere ripetute per 5 giorni prima di passare alla successiva.

Ogni cane è diverso, quindi importante adeguarsi al suo ritmo.

Fare molta attenzione nell’inserire le dita nella bocca del cane.

  1. Far conoscere al cane il gusto del dentifricio : lavarsi bene le mani e spargere sul proprio dito una piccola quantità di dentifricio. Lasciare che il cane lecchi il dentifricio dal dito. Ripetere più volte e cambiare il dentifricio se non è di gradimento del cane.

  2. Far abituare il cane a farsi toccare la bocca: mettere il dentifricio sul dito e passarlo delicatamente nella bocca del cane. Penetrare nella bocca fino a che il cane lo consente. Ripetere più volte.

  3. Introdurre lo spazzolino e cominciare dai canini: Lasciare che il cane lecchi un po’ le setole. Poi aprire delicatamente la bocca tenendo una mano intorno e al di sopra del muso.Iniziare a spazzolare delicatamente solo i canini. In questa fase evitare di spazzolare gli incisivi che sono piu’ sensibili.

  4. I denti posteriori:

    Come prima cominciare a spazzolare i canini e poi i denti posteriori. Terminare con gli incisivi .Penetrare nella bocca solo finché il cane lo consente, senza forzare.

Per esporre gli incisivi bisogna tenere la bocca del cane chiusa e sollevare delicatamente il labbro superiore con il pollice e l’indice.

Spazzolare delicatamente i denti con un movimento di su e giù. Aumentare gradualmente il tempo di spazzolatura dei denti.

Per assicurare una massima protezione è necessario spazzolare i denti  tutti i giorni.

 

 

 

Le piante tossiche più pericolose per i gatti

 

Molte comuni piante da appartamento e da giardino se ingerite dai gatti possono essere tossiche e causare gravi disturbi, fino alla morte. Se non si è sicuri dell'innocuità delle piante, è opportuno disporle in luoghi inaccessibili ai gatti o eliminarle. Anche piante innocue possono rappresentare un pericolo se vengono trattate con sostanze tossiche, come concimi o antiparassitari. Sono tossiche anche molte piante selvatiche, a crescita spontanea. In genere i gatti tendono ad ingerire piante tossiche quando sono rinchiusi in appartamento e non hanno la possibilità di accedere all'erba, che normalmente i gatti in libertà ingeriscono regolarmente. In mancanza di alternative, i gatti d'appartamento rivolgono la loro attenzione alle sole piante che hanno a disposizione.

Le piante velenose vengono classificate sia in base al loro grado di pericolosità (a tossicità lieve, moderata e grave), sia in base al tipo di conseguenze che provocano nell'organismo. Alcune piante producono solo effetti locali (tossicità locale): gonfiore, irritazione, dermatiti, ulcerazioni delle parti con cui vengono a contatto (soprattutto labbra, bocca e lingua). Altre presentano tossicità sistemica perché, quando vengono ingerite, provocano intossicazione generale dell'organismo. La pericolosità dipende dalla concentrazione dei principi attivi nelle parti velenose e dalle quantità ingerite. In alcune piante sono velenose solamente alcune parti, come i fiori, le bacche, le foglie, i semi. In presenza dei sintomi da intossicazione o avvelenamento, o se si assiste all'ingestione, è necessario rivolgersi prontamente al veterinario. È utile poter riferire il nome della pianta che ha causato il problema.


Gigli

I gigli (Lilium spp.) sono altamente tossici per i gatti. L'ingestione di quantità anche molto piccole di queste piante può causare gravi danni renali.
Entro poche ore di ingestione il gatto può presentare vomito, letargia e mancanza di appetito. I sintomi peggiorano man mano che procede il danno ai reni. Senza un adeguato e tempestivo trattamento veterinario, il gatto può sviluppare un'insufficienza renale in 36 – 72 ore.


Marijuana

L'ingestione di Cannabis sativa negli animali da compagnia può provocare depressione del sistema nervoso centrale, incoordinazione, vomito, diarrea, salivazione, tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), convulsioni e coma.

 


Cycas revoluta

Tutte le parti della palma ornamentale Cycas revoluta sono velenose, ma la maggior quantità di tossina è contenuta nei semi o "noci". È sufficiente l'ingestione di appena uno o due semi per causare effetti molto gravi, che includono vomito, diarrea, depressione, convulsioni e insufficienza epatica.


Bulbi di tulipano e narciso

I bulbi di tulipano e narciso contengono tossine che possono causare intensa irritazione gastrointestinale, salivazione, perdita di appetito, depressione del sistema nervoso centrale, convulsioni e disturbi cardiaci.


Azalea e rododendro

Le piante del genere Rhododendron spp. contengono sostanze tossiche che possono causare vomito, salivazione, diarrea, debolezza e depressione del sistema nervoso centrale. Un'intossicazione grave può causare coma e morte per collasso cardiovascolare.


 

Oleandro

Tutte le parti dell'oleandro (Nerium oleander) sono considerate tossiche, poiché contengono glicosidi cardiaci che possono provocare gravi effetti — compresi irritazione del tratto gastrointestinale, problemi cardiaci, ipotermia e anche la morte.


 

Ricino

Il principio velenoso del ricino (Ricinus communis) è la ricina, una proteina altamente tossica che può produrre forti dolori addominali, salivazione, vomito, diarrea, sete eccessiva, debolezza, perdita di appetito. Nei casi gravi di intossicazione compaiono disidratazione, tremori, convulsioni, coma e morte.


 

Ciclamini

Tutta la pianta di ciclamino è tossica; la concentrazione maggiore di sostanze tossiche si trova nelle radici. Se consumati, i ciclamini causano una forte irritazione gastrointestinale, con vomito intenso. L'intossicazione può anche essere letale.


 

Kalanchoe

Questa pianta contiene sostanze che possono produrre irritazione gastrointestinale, e altre che sono tossiche per il cuore e possono causare gravi alterazioni di frequenza e ritmo cardiaci.

Tasso

Il tasso (Taxus baccata) contiene un componente tossico conosciuto come taxina, che ha effetti sul sistema nervoso centrale, come tremori, incoordinazione e difficoltà respiratoria. Può anche provocare significativa irritazione gastrointestinale e insufficienza cardiaca, anche mortale.

Amaryllis

Sono comuni piante ornamentali; contengono tossine che possono provocare vomito, depressione, diarrea, dolori addominali, salivazione, anoressia e tremori.

Colchico d'autunno

Il colchico d'autunno (Colchicum autumnale) o zafferano falso è una pianta erbacea spontanea. La sua ingestione di può causare irritazione orale, vomito emorragico, diarrea, shock, danni agli organi interni e soppressione del midollo osseo.

 

Crisantemo

Tutte le parti della pianta contengono sostanze tossiche dette piretrine, che in caso di ingestione possono produrre disordini gastrointestinali, come salivazione, vomito e diarrea. Nei casi più gravi si osserva depressione e incoordinazione.


 

Edera

L'edera (Hedera helix) contiene saponine triterpenoidi che, in caso di ingestione possono causare vomito, dolori addominali, ipersalivazione e diarrea.


 

Spatifillo

Lo spatifillo o pianta cucchiaio (Spathiphyllum) contiene cristalli di ossalato di calcio che possono causare irritazione orale, salivazione eccessiva, vomito, difficoltà di deglutizione, bruciore e irritazione di bocca, labbra e lingua in caso di ingestione.


 

Pothos

I pothos (Scindapsus ed Epipremnum) sono piante da appartamento molto comuni. Se masticate o ingerite, possono causare irritazioni e significativo gonfiore dei tessuti orali e di altre parti del tratto gastrointestinale.


 

Schefflera

Le piante ornamentali del genere Schefflera contengono cristalli di ossalato di calcio che possono causare irritazione orale, salivazione eccessiva, vomito, difficoltà di deglutizione e intenso bruciore e irritazione di bocca, labbra e lingua dopo l'ingestione.


 

Mughetto

Il mughetto (Convallaria majalis) è una pianta molto pericolosa: sono tossici i fiori, le foglie e i frutti (bacche rosse). La sua ingestione può essere mortale ed è pericolosa anche solo per contatto. I sintomi sono dati da vomito, disturbi cardiaci bassa pressione sanguigna, disorientamento, coma, convulsioni.


 

Ranuncolo bianco o anemone di bosco

Il ranuncolo (Anemone nemorosa) è una pianta ornamentale molto tossica in tutte le sue parti. Può causare irritazione locale, depressione respiratoria e cardiocircolatoria


 

 


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